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L'ULTIMO FRONTE
Di: Riccardo De Cal
Durata: 13'
Anno: 2003
Soggetto: Riccardo De Cal
Montaggio: Riccardo De Cal
Musiche: R. Wagner
Suono: Riccardo De Cal
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Silvia attraversa un luogo di dolore e memoria, cogliendone la cupa
suggestione. I suoi passi sono scanditi da un affluire progressivo di
suoni, visioni, emozioni, che evocano altri luoghi, persone, sentimenti.
I percorsi solitari della fortezza si intrecciano con quelli affollati
e tragici della memoria.
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DISEGNO MENTALE
Di: Mario Rubbino
Durata: 6' 8"
Anno: 2004
Soggetto: Video acquisiti
Sceneggiatura: Mario Rubbino
Montaggio: Mario Rubbino
Musiche: Kruder
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Interterpretiamo la realtà in modalità mentale attraverso gli occhi e
gli organi sensoriali. Ognuno di noi percepisce un modello soggettivo
della realtà che viene costruita e determinata dalla mente.
Noi non pecepiamo l'essenza della realtà perchè è un modello disegnato
dalla mente che esprime la nostra concezione della realtà.
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GDA
Di: Roberto Passuti
Durata: 12'
Anno: 2003
Soggetto: Roberto Passuti, Anna Albertarelli
Sceneggiatura: Roberto Passuti, Anna Albertarelli
Montaggio: Roberto Passuti
Musiche: Roberto Passuti
Suono: Roberto Passuti
Interpreti: Anna Albertarelli, Elena Skoko, Valentina Medda,
Maria Barberi, Marta Zapparoli
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Omaggio alla potenza-fragilità femminile, liberamente ispirato alla
figura di Giovanna d'Arco.
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BIH
Di: Andrea Morero
Durata: 19' 30"
Anno: 2003
Montaggio: Andrea Morero
Musiche: Industrial Frequencies
Suono: Andrea Morero
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Un viaggio nei territori che furono obiettivo della follia del piano
RAM, e scenario delle atrocità compiute nei confronti della popolazione
bosniaca. Uno sguardo esterno in continuo movimento sul presente e sul
ricordo dei massacri compiuti da etnici e ustascia, da cecchini e
bande di strada sotto il controllo del governo serbo.
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NEUBIZZARREROTICPAIN
Di: Claudia Attimonelli Petraglione
Durata: 7'
Anno: 2003
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Questo lavoro è un'operazione di semiotica applicata alla videoarte.
Il piano tecnico/tecnologico si avvale di un substrato metaforico che
costituisce poi il contenuto del video. Infatti i limiti imposti dai
mezzi di realizzazione, i programmi, sono incarnati dal bondage di
matrice fetish esperito dalle donne protagoniste del video.
I disegni si ispirano alla rivista fetish degli anni Cinquanta:
Bizzarre.
Mettendo in scena il gioco erotico del corpo costretto in abbigliamenti
e strumenti -dal corsetto alle manette- che ne limitano la libertà dei
movimenti.
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