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STUPORMUNDI
Premio Cinematografico
a: Dino Risi
Dino Risi nasce a Milano il 23 Dicembre 1916.
Nel 1940 compie i suoi primi passi nel mondo del cinema lavorando, come
assistende di Mario Soldati nel film Piccolo mondo antico.
Successivamente lavora come aiuto regista per Alberto Lattuada in
Giacomo l'idealista (1942).
Per un periodo, nel dopoguerra, si occupa di recensioni e di documentari,
il suo primo lungometraggio è del 1952, anno in cui si trasferisce a Roma e
realizza Vacanze con il gangster. Il film successivo, del 1955,
Il segno di Venere lo vede cimentarsi con la commedia d costume intrisa
d'amarezza.
Dello stesso anno è Pane amore e... - il terzo capitolo della saga iniziata
da Luigi Comencini con Vittorio De Sica e una bellissima Sophia Loren.
Il 1956 è l'anno in cui Dino Risi entra ufficialmente nella storia del cinema
italiano, gira Poveri ma belli, che vede protagonisti Maurizio
Arena e Marisa Allasio. Il film, girato a Roma, racconta le vicissitudini
di un gruppo di giovani amici piccolo borghesi, che si cimentano con le prime
storie d'amore.
Nel 1960 e nel 1961 realizza, rispettivamente, Un amore a Roma e
A porte chiuse, due film drammatici che ottengono poco successo. Dopo
queste due opere è la volta de Il sorpasso, una commedia raffinata e
sarcastica, I mostri del 1963, L'ombrellone (1966) e
Operazione San Gennaro (1967).
Il lungo sodalizio artistico con Vittorio Gassman caratterizza gran parte della
carriera di Risi: insieme realizzeranno ben 15 film. Del 1970 è La moglie
del prete con la coppia cinematografica del momento Sophia Loren e
Marcello Mastroianni. Nel 1975 realizza Telefoni bianchi un film
sul cinema ed il fascismo. Nel 1993 arriva un riconoscimento dal Festival di Cannes
che gli dedica una retrospettiva sulle sue quindici opere più significative.
Giovani e belli è il film che realizza nel 1996, che ha per protagonista
Anna Falchi. Del 2000 è il suo ultimo lavoro, una fiction, Bellissime,
sul concorso di Miss Italia, interamente girata a Salsomaggiore,
in cui il regista rappresenta la storia del nostro Paese, attraverso le
paure, le angosce e le speranze delle ragazze che vi partecipano.
TARGA DI RICONOSCIMENTO
a: Amanda Sandrelli
Nata a Losanna, Svizzera, il 31 ottobre 1964.
Assomiglia molto alla bella madre Stefania. Ma dal padre, il cantautore Gino Paoli, prende la passione per la musica. Con lui, tra l'altro, interpreta la versione italiana della canzone La bella e la bestia, nel 1991.
Nel 1973 la madre le dà un fratello, Vito, figlio di Nicky Pende.
La bella, dolce, vivace Amanda esordisce quasi contemporaneamente sia al cinema che a teatro. Sul grande schermo, diretta da Massimo Troisi e da Roberto Benigni, in Non ci resta che piangere.
A teatro, eccola un anno dopo in Buonanotte ai suonatori.
Nel 1999 è fra le protagoniste del film tv Madri.
FILMOGRAFIA
COME ATTRICE
L'Attenzione (1984); La Casa del buon ritorno (1986); Strana la vita (1987);
Saremo felici (1988); Da domani (1988); Amori in corso (1989);
Chiodo a tradimento (1990); The Brave Little Tailor (1990) Film Tv;
Il Ricatto 2 (1991) Mini Serie Tv; Donne sottotetto (1992); Cinecittà... Cinecittà (1992);
Stefano Quantestorie (1993); 80 metriquadri (1993); Olimpo Lupo (1995) Serie Tv;
Bruno aspetta in macchina (1996); Ci vediamo in tribunale (1996) Film Tv;
Nirvana (1997); Cinque giorni di tempesta (1997); Oscar per due (1998) Film Tv;
Madri (1999) Film Tv.
COME ATTRICE TEATRALE
Buona notte ai suonatori (1985-86); Né in cielo, né in terra (1992); Bruciati (1993);
Cinque (1994); La Chunga (1994); Gianni Ginetta e gli altri (1995).
TARGA DI RICONOSCIMENTO
a: Sergio Citti
Attore, regista e sceneggiatore. Dopo aver lavorato con Federico Fellini
(collaborazione ai dialoghi di "Le notti di Cabiria"), Mauro Bolognini (
"La notte brava" e "La giornata balorda") e Bernardo Bertolucci ("La commare
secca") diviene uno dei più stretti collaboratori di Pier Paolo Pasolini
come aiuto regista e consulente per il dialetto romanesco. Dopo aver a lungo
lavorato come interprete debutta alla regia nel 1971 con "Ostia", da una
sceneggiatura scritta insieme allo stesso Pasolini.
Fra i suoi film successivi, "Storie scellerate" (1973), "Due pezzi di pane"
(1979), "Casotto" (1979), "Il minestrone" (1981), "Sogni e bisogni" (1985),
"Mortacci" (1989) e "I magi randagi" (1996) - grazie al quale vince il
"Nastro d'Argento 1997" per il miglior soggetto - e "Cartoni Animati" (1998).
"Mi è venuto il sospetto che non si guardi più per strada, che non si veda
più cosa fa realmente la gente.
Tanto meno al cinema. Allora mi sono detto: facciamo un film in cui non succede
niente, così forse si imparerà di nuovo a guardare attorno a sé" (Sergio Citti).
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