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PROGETTO INTERREG IIIA ITALIA ALBANIA


ABANDONED EDEN
Titolo originale: Edeni i Braktisur
Di: Guido Thys
Durata: 18'
Anno: 2002
Sceneggiatura: Roland Gjoza
Produzione: B&G Filmpro
Montaggio: Eno Milikani
Musiche: Genti Lako
Suono: Parben Mece
Fotografia: Mihal Vojkuvka

Una zona litoranea dell'Albania del sud è abbandonata da folle di giovani date le terribili circostanze sociali. Questo poetico film rappresenta un'effettiva resa del dolore profondamente sentito della scomparsa dei valori culturali.


METAMORPHOSIS
Titolo originale: Metamorfoze
Di: Arthur Dauti
Durata: 7'40"
Anno: 2004
Sceneggiatura: Arthur Dauti
Animazione: A. Dauti, E. Faja
Montaggio: Atalanta Pasko
Musiche: Formulatet
Suono: Abdula Osman
Fotografia: Mihal Vojkuvka

La storia dell'essere umano, rappresentante di una società sicura in movimento, ma con una direzione sconosciuta. L'uomo in relazione con sè stesso, con l'ambiente circostante, con la società di cui fa parte. Fisicamente e simbolicamente comprabile. L'atmosfera è la stessa, una società in movimento.


THE BRIDGE
Titolo originale: Ura
Di: Arthur Muharremi
Durata: 6'10"
Anno: 2005
Sceneggiatura: Yllasova Musta
Animazione: A. Muharremi, B. Shiyaku
Montaggio: Ilir Butka
Musiche: Altin Shehu
Suono: Yrgys Gela
Fotografia: Loenard Dorri

Il ponte è un simbolo della nostra vita, e le due estremità solo il suo inizio e la sua fine.


TIRANA ANNO ZERO
Titolo originale: Tirana year zero
Regia: Fatmir Koci
Con: Nevin Mecaj, Ermela Teli, Behar Mera, Lars Rudolph, Rajmonda Bulku, Birce Hasko, Robert Ndrenika, Laura Pelerins
Durata: 89'
Anno: 2001
Sceneggiatura: Hainzi Brandner, Fatmir Koci
Genere: Drammatico

IN CONCORSO ALLA 58° MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2001) NELLA SEZIONE "CINEMA DEL PRESENTE".

Nel 1997 in Albania, a Tirana, dopo i grandi disordini causati dal crollo delle "finanziarie fantasma" il giovane Niku, vive col padre malato di cuore e l'incantevole madre. Niku, onesto e sensibile è in cerca di lavoro, è fidanzato con Klara con cui vorrebbe costruirsi una vita. Klara, dal canto suo, è invece persuasa che loro speranza sia quella di emigrare. Così fugge clandestinamente dal Paese e si rifugia a Parigi, in casa di Tare, un vecchio amico di Niku. Rimasto solo in patria il giovane sente crescere dentro di sè, giorno dopo giorno, l'inquietudine e la depressione. Sentimenti che si acuiscono dopo la morte del padre. Klara torna a cercarlo e i due si rendono conto che il loro amore è possibile solo nel loro Paese.


LETTERE AL VENTO
Regia: Edmond Budina
Con: Edmond Budina, Yllka Mujo, Bujar Asqueriu
Durata: 84'
Anno: 2002
Sceneggiatura: Edmond Budina
Genere: Drammatico

Mikel ha lasciato l'Albania da molti anni. Di lui non si hanno notizie bensì soldi, quelli che manda regolarmente a casa. Adesso suo padre ha deciso di cercarlo perchè è accaduto qualcosa di molto strano: sua figlia è stata rapita ed immediatamente rilasciata quando i malviventi hanno saputo che la ragazza era la sorella di Mikel.


TUNNEL
Regia e sceneggiatura: Ilir Butka
Dialoghi: Artur Gorishti
Produzione: Fasada Studio
Direttore fotografia: Agron Domi
Montaggio: Mihal Rama, Agim Bulku
Montaggio suoni: Erion Zaloshinja
Costumista: Anila Zajmi Katanolli
Cast: Artut Gorishti, Ihal Rama, Eni Butka

Il trenno, simbolo dello spostamento, spostamento geografico, spostamento nel tempo, spostamento psicologico è l'ultima speranza per allontanarsi in una direzione sconosciuta, ma comunque sia, di speranza. Durante il viaggio, lungo e faticoso, il trenno fa le sue fermate, e quasi mai in quella desiderata. I passeggieri scendono, svuotando frequentemene i vagoni superpopolati di speranze e aspirazioni. L'ultima fermata doveva essere anche la più lontana, la più diversa, visto dal punto di partenza ,ma lei stessa ci risulta come punto di partenza per altri desideri, altre aspirazioni, ma questa volta la direzione della speranza è indirizzata proprio lì dove ci è mancata la speranza. E tutto questo spostamento e movimento, nel nostro pensiero prenda una volta la forma dei movimenti ciclici, accompangati con l'angoscia di stare in un posto, ed altre volte prende la forma del ritorno indietro, molto indietro.